Vino

L’azienda agricola Iadanza produce vini da due diverse varietà di uva: aglianico e falanghina.

Aglianico

L’aglianico è un vitigno a bacca rossa caratteristico del sud Italia. La provenienza di questa varietà è greca, importata durante la colonizzazione del VII secolo a.C che diede vita alla Magna Grecia in Italia. Il nome di questa varietà di uva da vino è una corruzzione della parola “ellenico”, proprio a testimonianza della sua origine. Questa varietà è diffusissima in Irpinia, nella regione Campania, ma anche in Basilicata e un po’ meno nelle regioni del sud Italia.

La particolarità produttiva della varietà aglianico è che tende a dare i migliori risultati se coltivata nelle zone vulcaniche, dove i minerali presenti nella terra riescono a fornire elementi aromatici essenziali a vini di qualità. E’ infatti la zona del Volture e del Taurasi a regalare i vini più aromatici e potenti di questa uva. Qui i vini sono alcolici, strutturati e capaci di lunghi invecchiamenti con profumazioni complesse che attraversano tutta la gamma olfattiva.

Il pianta della vite si presenta con foglie lunghe e grappoli  piccoli di forma cilindrica. I chicchi d’uva sono di piccole dimensioni con abbondante pruina a ricoprire le bucce fini ma coriacee di un bel colore nero. L’aglianico fornisce rese elevate, regolari, che garantiscono buone produzioni annuali.Si trova a suo agio nelle zone fredde di alta quota dove non soffre particolari problemi per la precocità del suo ciclo biologico.

In Campania viene coltivato con il sistema alberello con potatura corta. Oltre alla resistenza al freddo, ha poca sensibilità alle malattie, con una leggera sofferenza per l’oidio e la peronospora.

Falanghina

Si tratta del vitigno più diffuso nella provincia di Benevento. Il suo areale storico fino a trent’anni fa erano i comuni di Benevento e Bonea dove sopravvivono ancora vigne secolari.

Il vitigno falanghina deriva probabilmente da antichi ceppi greco balcanici e sembra dovere il suo nome al suo portamento espanso, per cui tradizionalmente viene legato a pali di sostegno detti “falanga”, da cui il nome falanghina ossia “vite sorretta da pali”.

Il vitigno falanghina era quasi stato abbandonato durante gli ultimi secoli ma poi, non essendo un vitigno attaccato dalla fillossera, venne rivalutato e spesso viene coltivato su piede franco.

La sua coltivazione si estende su un’area pari al 5% dell’intera superficie vitata della regione Campania. Le zone a maggiore vocazione sono il Sannio Beneventano, i Campi Flegrei e la zona del casertano.

Rappresenta il vitigno base di molti vini di pregio della Regione Campania: le tipologie mono-vitigno dei vini Doc Guardiolo, Sant’Agata dei Goti (anche passito), Sannio, Solopaca e Taburno, e la tipologia bianco Doc.

Il falanghina  è utilizzato anche per la produzione di vini spumante a denominazione di origine controllata (Solopaca, Guardiolo, Sannio e Taburno).

 

x

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Leggi la nostra Cookie Policy.

Accetto Rifiuo Centro Privacy Impostazioni della Privacy Leggi la nostra Cookie Policy